Quanti di noi possono dire di avere un talento così radicato da serbarne il ricordo sin dai primi anni di vita? E soprattutto: in quanti sono riusciti a investirvi tempo e passione a sufficienza da far diventare quel talento il proprio lavoro? Sembra quasi un sogno a occhi aperti, eppure la storia di Francesco Casolari dimostra tutto il contrario.

Quello che forse da bambino era un semplice gioco oggi per Francesco è diventato non solo un lavoro, ma un vero stile di vita. L’incisione come mezzo di espressione ma anche come modo esclusivo per trasformare i propri sogni futuristici in realtà. È così che dopo centinaia di ore di lavoro quegli inediti scenari urbani prendono vita in quelle ricche e ipnotiche incisioni dal gusto decisamente pop che ormai sono la firma inconfondibile del suo stile.

Curioso di perderti anche tu in quelle insolite metropoli fatte di creatività visionaria? Ecco qualche consiglio di viaggio: inizia il tuo percorso con le parole di Francesco Casolari, prosegui l’esplorazione dando uno sguardo alle sue opere e poi approda nel suo sito web, e lasciati ispirare!

Francesco Casolari: identificati!

Ciao mi chiamo Francesco Casolari, faccio l’incisore e mi occupo anche di textile e surface design. Ho iniziato a incidere a 6 anni e ho continuato fino ai 12, per poi riprendere a 19 anni. Dopo il secondo quadro un amico di un amico, proprietario della galleria Case Aperte, mi ha notato e ho iniziato ad esporre le mie opere. Ho continuato a incidere e a fare mostre prima a Bologna, poi in Italia, e infine in Europa. E da qualche anno in giro per il mondo collaborando con tante gallerie d’arte.

Sono laureato in Design della Moda all’Università IUAV di Venezia e sto per prendere la seconda laurea in Arti Visive all’Università di Bologna. Lo stile delle mie acqueforti è iperfigurativo, sono progettate al millimetro, rappresentano città utopiche futuristiche attraversate da veloci astronavi e abitate da pagliacci, dame e personaggi spiritosi. Per creare una mia opera ci metto un periodo di 6-8 mesi per almeno 500 ore di lavoro (1300 ore per quelle di grande formato), e sono tutte disegnate rigorosamente a mano. Cerco di dare un’idea di futuro nel quale immagino che tutte le epoche, varie culture e vari mondi convivano assieme in un unico scenario urbano.

Intervista a Francesco Casolari, incisore tra pop art e atlanti futuristici

Come trascorri una tua giornata tipo?

Di solito mi sveglio alle 9, faccio colazione e verso le 10 inizio a disegnare. Disegno per 2-3 ore fino all’ora di pranzo. Dopo pranzo vado a nuotare, torno a casa, lavoro fino alle 19 e poi esco con gli amici. Cena, finisco le ultime cose di lavoro e poi a letto presto.

Di cosa non potresti fare assolutamente a meno?

Penso che la frutta sia un alimento veramente importante, esistono mille tipi di frutti, è colorata, fa bene, e poi è veramente pop. Non potrei rinunciare anche ai New Era, le sneakers, la musica, i pranzi con gli amici e allo sport. Uno sport come il nuoto è veramente divertente, il contatto con l’acqua e vedere tutto azzurro mentre nuoti mi piace molto.

Intervista a Francesco Casolari, incisore tra pop art e atlanti futuristici

Com’è nata la tua passione per l’incisione?

La mia passione è nata a 6 anni grazie a mia nonna materna, Giuseppina Lavarra, e al mio maestro d’incisione, il Prof. Clemente Fava. Da piccolo durante i pomeriggi dopo scuola mia nonna mi faceva fare le prime lastrine a puntasecca, mentre il Professor Fava ha notato un certo talento e mi ha sempre aiutato a progredire e migliorare. Ancora oggi i loro pareri sono per me fondamentali. Poi la mia passione, appena ventenne, è diventata un lavoro grazie ai galleristi che mi hanno dato fiducia e mi hanno sempre supportato. Fin da piccolo disegnavo scenari urbani, forse perché l’ambiente urbano e metropolitano è quello dove sono sempre stato, dove sono nato e cresciuto. La città è il mio luogo ideale, se mi sposto vado in altre città. La natura mi piace, ma non l’ho mai vissuta veramente.

Intervista a Francesco Casolari, incisore tra pop art e atlanti futuristici

Qual è il progetto di cui vai più orgoglioso?

Sono tanti i lavori che mi riempiono di orgoglio. L’ultimo progetto a cui ho partecipato a New York durante le Armory art weeks, per esempio, mi ha reso molto contento. Ma poi anche: il tour di mostre in Giappone, la personale all’Ambasciata d’Italia a Oslo, le varie mostre nei musei italiani. L’attività artistica, se interpretata bene, è progettata per dare soddisfazioni. È un’attività basata su soddisfazioni, emozioni e socialità come il mondo della musica. Devo dire che mi rende anche molto contento stare nel mio studio a incidere tutto il giorno e ascoltare musica. Incidere mi rende molto felice.

Qual è la tua più grande fonte di ispirazione quotidiana?

L’ispirazione al giorno d’oggi ci è davanti agli occhi costantemente: basta stare su internet, leggere dei libri, vedere film, vedere i videoclip dei propri cantanti preferiti, andare alle mostre nei musei o nelle gallerie, parlare con le persone. All’università mi hanno insegnato che per progettare un prodotto di design bisogna fare ricerca, mi hanno insegnato le metodologie per fare ricerca su culture e tendenze. Io mentre disegno faccio continuamente ricerca per rendere la mia arte più contemporanea possibile. Poi sicuramente il mio stile è molto influenzato dagli studi di architettura, dalla sociologia, il fumetto, la cultura urbana, l’economia, la geografia, la fantascienza e la tecnologia.

Intervista a Francesco Casolari, incisore tra pop art e atlanti futuristici

Cosa vuoi fare da grande?

Da grande voglio continuare a fare quello che facevo da piccolo: incidere. Spero di continuare a realizzare tanti progetti artistici in giro per il mondo, continuare a creare tante opere e, magari, guidare una bella Lotus.

Qualche spoiler sui tuoi prossimi progetti?

Posso dirti che ho appena inaugurato un bellissimo progetto a livello di visual design a San Paolo in Brasile per una mia cara amica. Spero il prossimo anno di fare una bella mostra in un museo in Italia, e un’altra in un prestigioso museo in Europa. Mi piacerebbe partecipare a due progetti importanti in Asia, e sicuramente un’altra bella incisione che rappresenti una nuova città del mio Atlante Futuristico.

Intervista a Francesco Casolari, incisore tra pop art e atlanti futuristici

Intervista a Francesco Casolari, incisore tra pop art e atlanti futuristici

 

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