Il vantaggio di aver vissuto in 4 città, abitato in 8 case, cambiato 4 lavori e studiato in 2 università diverse? Ecco, se ce n’è uno è certamente quello di aver incontrato lungo il mio percorso un’enorme quantità di persone, ognuna unica nel suo genere, specialmente quando si tratta di talento ed estro creativo. E Daniela Vutera, aka The Cut is on the Table, è una di queste.

Ci siamo incontrate durante quel breve periodo palermitano in cui ho mosso i primi passi da copywriter presso l’agenzia di comunicazione DRTADV. Lì ho scoperto che Daniela è molto più di un art director: è energia, è curiosità continua, è passione per il suo lavoro, è positività ed è, in poche parole, una professionista. Ma in questa intervista Daniela stupisce ancora una volta, mostrando una parte di sé che ai tempi non conoscevo e che è solo un’ulteriore conferma di quanto, se la creatività c’è per davvero, traspaia in ogni sua forma.

Ho il piacere quindi di presentarti Daniela Vutera e il suo bellissimo progetto di collage art: The Cut is on the Table. Come nasce e perché, lo scoprirai tra poco. Se poi te ne innamorerai così tanto da volerlo appendere sulle tue pareti, fai un salto nel suo shop!

Daniela Vutera: identificati!

Mi chiamo Daniela Vutera, ho 31 anni e sono nata, cresciuta e radicata a Palermo. Sono sempre stata un tipo riflessivo, tendente all’introverso, più di pensiero che di azione, con la testa sempre da qualche altra parte. Se da bambina mi capitava di sbucciarmi le ginocchia era più per distrazione che per spericolatezza. Ed è con le ginocchia sbucciate per essere inciampata sui miei stessi piedi che ho sviluppato alcune delle passioni che mi accompagnano ancora oggi: la musica, la letteratura e le arti visive in genere. Ascoltavo la radio, guardavo la tv e leggevo libri con la stessa voracità, attenzione e dedizione con cui i miei coetanei nelle varie epoche della mia crescita giocavano, correvano, facevano sport, facevano bisboccia, limonavano.

Con il cervello pieno di chili di byte di file .parole .serietv .jinglespubblicitari .hitsanni90 non potevo fare altro che, una volta presa la maturità scientifica (no comment), iscrivermi alla facoltà di Scienze della Comunicazione. Durante l’Università ho scoperto la passione per il visual design e le arti grafiche, ho incontrato l’amore della mia vita – oggi mio marito – e ho intuito che da grande il mio mestiere sarebbe stato il grafico pubblicitario. Un mese dopo aver ottenuto l’agognato pezzo di carta sono stata assunta in un’agenzia di comunicazione palermitana, DRTADV, dove ancora oggi, dopo 7 anni, lavoro come Art Director.

Come trascorri una tua giornata tipo?

La mia giornata tipo è solitamente divisa in due un po’ come quelle dei supereroi (ma con molta meno azione e meno lycra). Escludendo quella fase lynchiana che va dal risveglio al momento in cui arrivo in ufficio, la mie ore di vita cosciente si dividono tra le 8 impiegate come Art Director d’agenzia e quelle vissute nelle vesti del mio alterego aka “TheCutIsOnTheTable”. In quelle poche ore rimanenti cerco di comprimere il più possibile tutta la mia vita coniugale, sociale, personale e artistica.

Di cosa non potresti fare assolutamente a meno?

Delle cose più banalmente belle della vita: del buon cibo, della musica, dell’amore, delle risate, dei pianti e dei silenzi.

Com’è nata la tua passione per la collage art?

La passione per la collage art è nata, come quasi tutte le migliori cose di questo mondo, dal fortunato incontro tra caso e necessità. Il caso aveva stabilito che una nota rivista sulle nuove tecnologie di cui non farò il nome (inizia per “w” e finisce per “ierd”), alla quale ero abbonata, decidesse, abbandonato improvvisamente il formato cartaceo, di deliziare i suoi abbonati con l’invio periodico di un’altra rivista sostitutiva di tutt’altro genere, moda e costume, che nuovamente decido di non citare (ma inizia per “Vanity” e finisce per “Fair”).

Per quanto riguarda la necessità, che dire, amo il mio lavoro, ma 8 ore al giorno trascorse davanti a un monitor cercando di piegare e plasmare i propri impulsi creativi nella forma delle richieste del cliente X può risultare frustrante (e chi fa questo mestiere sa benissimo cosa intendo) e può essere capace di buttare giù anche gli animi più ottimisti. Più ottimisti del vecchietto della pubblicità dell’Euronics di tanti anni fa. Da qui il bisogno di creare qualcosa di mio al di fuori dalle gabbie dei brief e delle deadline. E soprattutto creato il più possibile usando le mani e non il computer.

E se con questo stato d’animo ti ritrovi a posare lo sguardo su una montagna di riviste ancora incellophanate l’epifania è quasi assicurata! Cosa potrebbe esserci di più catartico in questo mio personale frangente se non prendere delle bellissime e patinatissime pagine pubblicitarie, nate sicuramente da ore di frustrazione di qualche mio sconosciuto e lontano collega, e distruggerle, smontarle e ricostruirle con nuovi sensi e nuovi messaggi scevri di una qualsiasi strategia di marketing o linea di brief?
Così nasce The Cut Is On The Table. La mia isola felice della mente dove questa può andare dove vuole, ma anche stare ferma grazie al cielo, senza ansia da feedback.

Qual è il progetto di cui vai più orgogliosa?

Quando si tratta dei miei lavori tendo a non avere preferenze. Ogni singolo progetto nasce dalla voglia di esprimere un determinato stato d’animo o semplicemente dal guizzo di ispirazione nonsense del momento. Per questo li amo tutti allo stesso modo. Ma se proprio dovessi sceglierne uno sceglierei “Broccolin” perché è stato il primo collage che qualcuno mi ha chiesto di poter acquistare, per farne un regalo tra l’altro. Ed è un gran bel feedback dall’esterno soprattutto quando, come ho già detto, ogni cosa viene creata più per piacere a me che agli altri.

Qual è la tua più grande fonte di ispirazione quotidiana?

Tutto. Letteralmente qualsiasi cosa. Sono come una spugna.

Cosa vuoi fare da grande?

La coltivatrice di avocado.

Qualche spoiler sui tuoi prossimi progetti?

Rovistando tra le bancarelle di Piazza Marina ho trovato delle stupende riviste vintage sulla Sicilia. Non mi dispiacerebbe percorrere questo tema nei miei prossimi collages. E, inoltre, sto cercando di metter su un e-commerce dove poter mettere in vendita i miei lavori. Ma è ancora un work in progress.

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