Se provo a ricordare la prima volta che ho incontrato Claudia Flandoli lungo il mio zapping digitale, la mia mente è subito 404 – Page not found. L’unica cosa che posso dirte è che è stato tutto un meraviglioso caso, di quelli che solo il vagabondare nella rete può regalare. E così mi sono imbattuta nelle sue vignette dallo stile unico, interessanti come leggere una news ma ironiche come fruire un fumetto. Che, per chi come me arrivata alle quattro di pomeriggio comincia a soffrire di deficit di attenzione, è una cosa niente male.

E da lì, un click tira l’altro, e prima il profilo Facebook, e poi il portfolio online, e alla fine: mi sono letteralmente innamorata del suo stile e non ho potuto fare a meno di seguirla (nel senso più social e meno stalker del termine). Da qui il passo all’intervista è stato più o meno breve: infatti la storia di Claudia è il classico esempio di come le vie della creatività siano infinite, così come quelle che ti conducono passo dopo passo verso quella che è la tua passione e, se hai un po’ di perseveranza e fortuna, il tuo futuro. Per cui eccola qui, l’intervista a Claudia Flandoli. Che tu possa invaghirti di lei come è capitato a me!

Claudia Flandoli: identificati!

Mi chiamo Claudia e faccio la fumettista. Ho avuto un percorso di studi un po’ inusuale perché ho iniziato facendo Medicina, passando poi a Biologia, e da lì saltando all’illustrazione e alla progettazione grafica. Per questo adesso ho fatto un mischione e scrivo e disegno prevalentemente di scienza.

Intervista e Claudia Flandoli: fumettista e illustratrice tra scienza e ironia

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Come trascorri una tua giornata tipo?

Hai presente l’immagine del freelance che lavora a orari improbabili? Ecco, niente di più lontano: faccio in modo di essere operativa a lavoro per le 9 (a casa o in una biblioteca) e stacco alle 6-7. Dopo esco con i miei amici, vado a teatro o faccio sport. Sono una persona casinara, ritardataria e disordinata, ma quando lavoro sono tutto l’opposto: forse è l’unico modo in cui riesco a tenere a bada la mia ansia?

Intervista e Claudia Flandoli: fumettista e illustratrice tra scienza e ironia

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Di cosa non potresti fare assolutamente a meno?

La tristezza infinita e definitiva è realizzare che la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “il mio account Dropbox”, ma solo perché mi fa dormire sonni tranquilli il fatto di avere un backup dei miei lavori non “fisico”. E siccome sono riuscita ad annegare due cellulari e un computer negli ultimi tre anni puoi comprendere quanto sia una cosa importante.
Però a ragionarci meglio direi… l’elettricità? Lavoro esclusivamente in digitale (mio malgrado), quindi senza una presa di corrente sarei un po’ persa. O forse sarebbe la volta buona che imparo a disegnare in tradizionale.
Nella vita non lavorativa: il sole – sono molto suscettibile al maltempo – e le persone che amo.

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Com’è nata la tua passione per il fumetto?

Leggendoli. È arrivata abbastanza tardi, intorno ai 20 anni, e inizialmente leggevo quasi solo comic strips, in particolare Calvin&Hobbes. Poi un giorno ho scoperto Elisabetta Decontardi, in arte Deco, e Penelope Bagieu e me ne sono innamorata. Non solo, da lì non sono riuscita a non “raccontarmi” le storie come facevano loro, finché non le ho iniziate a mettere su carta. Cioè, su schermo.

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Qual è il progetto di cui vai più orgogliosa?

Credo sia “Pizza a colazione”: è un librino autoprodotto in cui ho raccolto due anni di blog a fumetti. Ne sono orgogliosa per vari motivi. Innanzitutto perché racconta di un periodo della mia vita molto difficile, e credo che raccontarlo a fumetti mi abbia aiutato a sdrammatizzarlo e a superarlo: è un oggetto tangibile che mi fa credere in me stessa. Poi perché l’ho creato un po’ per caso (qui la storia di come è nato), e quando poi l’ho dato alla luce ho trovato una risposta da un pubblico che non sapevo di avere ed è stato molto bello scoprirlo. E terzo perché è da quei fumetti che è nato il modo in cui racconto adesso: a volte quando mi sto deprimendo pensando di non essere capace di fare nulla torno a leggerli per dirmi che se ho scritto così lo posso fare di nuovo.

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Qual è la tua più grande fonte di ispirazione quotidiana?

Tutto: da altri fumettisti, a libri, a serie tv, ai giornali, alle persone che incontro, alle cose che succedono intorno a me.

Cosa vuoi fare da grande?

La scrittrice di narrativa: per ora scrivo prevalentemente articoli, attinenti a cose reali il cui scopo è fare informazione. È stimolante come lavoro ma ha dei vincoli grossi e mi piacerebbe poter fare anche cose più libere.

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Qualche spoiler sui tuoi prossimi progetti?

Un lavoro che uscirà tra poco è una storia di 12 pagine che ho scritto per Comics&Science: è una delle cose più vicine alla domanda precedente, perché è una storia che mi sono inventata, e mi ha confermato quanto sia divertente scrivere così!

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